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Doping
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Il mwcwdoping (termine di origine inglese, in mwdaitaliano si può usare il termine mwdqdrogaggiocite-ref-1[1] o, quello meno usato di mwegdopaggiocite-ref-2[2]) consiste nell'assunzione da parte di un atleta di una sostanza illecita, di una mwfwdroga o di una pratica medica a scopo non terapeutico, ma finalizzato al miglioramento dell'efficienza psico-fisica durante una prestazione sportiva (gara o mwgaallenamento) agonistica.

II ricorso al doping avviene spesso in vista o in occasione di una competizione agonistica, è un'infrazione sia dell'mwggetica dello mwgwsport sia dei regolamenti dei comitati olimpici sia della mwhalegislazione penale italiana, ed espone ad effetti nocivi alla salute, a volte anche mortali.

Le sostanze utilizzate per il dopaggio sono varie e legate allo sviluppo della sintesi chimica, della mwhgfarmacologia e della mwhwscienza medica. Esse permettono di aumentare la massa e la forza muscolare, l'apporto di mwiaossigeno ai mwiqtessuti oppure di ridurre la percezione del mwigdolore o di variare il mwiwpeso corporeo. Possono anche consentire all'atleta che ne fa uso di risultare negativo ai controlli antidoping.cite-ref-pmid10932807-3-0[3]

Il fiorente mercato delle sostanze dopanti, al quale si rivolgono ormai anche numerosi dilettanti delle più varie discipline, per il suo carattere illegale, è prevalentemente gestito dalla mwkqcriminalità organizzata.

Contents

Storia
Note

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Storia

La storia del doping inizia nell'antichità, all'incirca contemporaneamente all'invenzione stessa del concetto di sport, all'epoca delle prime mwlqOlimpiadi nella mwlgGrecia classica. Infatti, le fonti coeve riportano che tale Carmide, atleta spartano vincitore della corsa di Stade nei Giochi Olimpici del mwlw668 a.C., introdusse una dieta speciale che prevedeva il consumo di mwmafichi secchi e mwmqfunghetti presumibilmente allucinogeni durante il periodo di allenamentocite-ref-4[4].

Anche la mwnwmitologia norrena narra che ai guerrieri mwoaBerserker era richiesto di bere una miscela chiamata "butotens", che si pensa fosse preparata utilizzando il fungo mwoqAmanita muscaria, assunta per migliorare notevolmente la potenza fisica, con il rischio di incorrere in vista offuscata e allucinazionicite-ref-5[5].

Nell'mwpwantica Roma, per partecipare alle numerose corse dei carri che avvenivano nel mwqaCirco Massimo, gli atleti erano soliti bere infusi di erbe per rafforzarsi prima delle competizioni. Lo stesso facevano i mwqqgladiatori prima delle lotte nelle arene, per aumentare la forza fisica e diminuire la percezione di faticacite-ref-6[6].

Nel 1807, un partecipante a una gara di marcia di resistenza in mwrwInghilterra, Abraham Wood, dichiarò di aver fatto uso di mwsalaudano (a base di alcol e oppio) per tenersi sveglio per oltre 48 ore mentre gareggiava contro Robert Barclay Allardyce.

La prima morte accertata di un atleta per sostanze dopanti risale al 1896, quando il ciclista Arthur Linton, durante la corsa mwsgBordeaux-Parigi, fu colpito da un mwswattacco cardiaco in seguito ad mwtaoverdose di stimolanti cite-ref-7[7].

La lotta contro il doping degli sportivi di alto livello iniziò a seguito della morte del mwugciclista mwuwdanese mwvaKnud Enemark, avvenuta durante i mwvqGiochi olimpici di Roma del 1960, per overdose da mwvganfetamine. Sull'onda di questo fatto che scandalizzò il mondo dello sport, il mwvwComitato Olimpico Internazionale e alcune federazioni sportive internazionali e nazionali istituirono nel 1967 una commissione medica che aveva la finalità di studiare le strategie di contrasto al fenomeno e furono introdotti dei test per la ricerca di sostanze dopanti (che vennero impiegati per la prima volta nei mwwaGiochi invernali di Grenoble del 1968).

Ulteriori risultati si ottennero quando, dopo il caso del mwwgvelocista mwwwcanadese mwxaBen Johnson (risultato dopato ai mwxqGiochi olimpici di Seoul del 1988) e la fine della mwxgguerra fredda nel 1989, le autorità politiche mondiali, per volontà del mwxwComitato Olimpico Internazionale, crearono il 10 novembre 1999 l'mwyaAgenzia mondiale antidoping, la quale varò il mwyqCodice mondiale antidoping WADA che fu poi accettato dalle mwygfederazioni sportive nazionali cite-ref-pmid18702750-8-0[8].

Etimologia

Sono varie le possibili origini della parola mwbqdoping. Una è il lemma mwbgdoop, bevanda alcolica usata come stimolante nelle danze cerimoniali nel mwbwXVIII secolo nel sud dell'mwcaAfrica. Un'altra teoria è che il termine derivi dall'olandese mwcqdoops (una salsa densa) che entrò nello mwcgslang americano per indicare la bevanda con la quale i rapinatori drogavano le vittime mescolando mwcwtabacco e semi della mwdaDatura stramonium, o stramonio, che contiene alcuni mwdqalcaloidi del mwdgtropano e causa sedazione, allucinazioni e confusione mentale.cite-ref-9[9]

Fino al mwfa1889 la parola mwfqdope era usata relativamente alla preparazione di un prodotto viscoso e denso di oppio da fumare e durante gli anni novanta del mwfgXIX secolo allargò il significato fino ad indicare qualsiasi sostanza narcotico-stupefacente.

Nel mwgaXX secolo “dope” venne anche usato con riferito alla preparazione di mwgqdroghe destinate a migliorare la prestazione dei mwggcavalli da corsacite-ref-pmid14021571-10-0[10].

Descrizione

Definizione di sostanze dopanti

Le sostanze dopanti sono dei prodotti, di origine naturale o di mwjwsintesi, che aumentano le prestazioni psico-fisiche di una persona.

Diffusione

I Paesi dell'mwnaEuropa orientale (mwnqRepubblica Democratica Tedesca mwngin primis) hanno fatto da precursori in questo campo, applicando il doping in maniera sistematica dagli mwnwanni cinquanta agli mwoaanni ottanta, soprattutto sugli atleti che partecipavano alle mwoqOlimpiadi. Poco si sapeva degli effetti collaterali dalle sostanze somministrate, mentre evidenti erano i miglioramenti in termini di struttura fisica e risultati agonistici, specialmente per le donne trattate con mwogormoni maschili, il che ha portato a gravi danni fisici e psicologici per molti sportivi.

Casi particolarmente clamorosi sono quello di mwpgBen Johnson, squalificato ai Giochi olimpici di mwpwSeul nel mwqa1988 dopo aver vinto la corsa dei 100 metri piani e stabilito il record del mondo (annullato), e quello di mwqqMarion Jones che confessò l'uso del doping e per questo fu privata di tutte le mwqgmedaglie olimpiche.

Due casi eclatanti di doping si sono avuti nel mwswciclismo su strada si sono avuti. Infatti, il britannico mwtaTommy Simpson morì durante il mwtqTour de France del 1967 sulla salita del mwtgMont Ventoux, per un mwtwarresto cardio-circolatorio causato dall'estrema mwuafatica, da mwuqdisidratazione e da sostanze dopanti assunte poco prima. Vi è poi il caso celebre e unico dello statunitense mwugLance Armstrong, definito un tempo "superuomo" per essere stato vincitore di 7 mwuwTour de France consecutivi dal 1999 al 2005, record assoluto: egli, dopo approfondite analisi, nell'agosto 2012 risultò aver fatto uso di sostanze dopanti dopo aver sconfitto un mwvatumore alla prostata; ciò gli costò il bando a vita dal ciclismo, nonché la rinuncia a tutti i titoli vinti. Per questo i riconoscimenti guadagnati a partire dal 1998, compreso un bronzo olimpico, furono revocati.

Viene ricondotto al fenomeno del mwvgdoping anche il caso di mwvwMarco Pantani, escluso dal mwwaGiro d'Italia del 1999 alla vigilia della penultima tappa mentre era in testa alla classifica generale con un buon vantaggio; in realtà in quel frangente Pantani non risultò positivo a sostanze dopanti, ma il suo mwwqematocrito era superiore al valore massimo consentito e ciò comportò una sospensione cautelare, anche a tutela della salute dell'atleta. In seguito, però, fu giuridicamente accertato che Pantani faceva uso di mwwgeritropoietina con la sentenza definitiva del Tribunale dl Ferrara n. 533 del 19 novembre 2003 emessa in merito al procedimento penale a carico di mwwwFrancesco Conconi ed altri.cite-ref-11[11]

Nonostante i controlli, l'uso di sostanze e terapie mwyqdopanti è diffuso non solo nello mwygsport professionistico, ma anche in quello dilettantistico e perfino amatoriale. Attorno al fenomeno del doping c'è un giro d'affari che in mwywItalia è stimato in molti milioni di mwzaeuro.cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14]

Nel 2007 un editoriale della rivista mw2gWorld Psychiatry ha commentato:

«Il miglioramento della performance atletica può essere raggiunto con diete adatte, allenamenti continui e duro lavoro. In realtà fin dalle competizioni più antiche il potenziamento dell'efficienza è stato realizzato ricorrendo a un'ampia varietà di tecniche di doping. La conoscenza e l'abuso delle tecniche di miglioramento della performance è andato aumentando con l'incremento del denaro profuso nei premi e dalle sponsorizzazioni. Oggi nessuno sport è risparmiato dal sospetto di imbrogliare con l'uso illegale di sostanze. Trascinati dai milioni di dollari ora abitualmente disponibili per i vincitori negli eventi sportivi, farmacisti immorali, professionisti della medicina, allenatori e organizzazioni sportive hanno lavorato segretamente, e a volte senza il consenso dei loro atleti, per sviluppare sofisticati programmi di doping per ottimizzare le prestazioni, spesso a rischio della salute degli atleti. Oggi gli stessi programmi di doping in modo allarmante stanno uscendo dal mercato dello sport professionale verso i nostri giovani e altre popolazioni a rischio

»

Scandali relativi a pratiche dopanti, reali o presunte, si sono verificati anche nel mondo del mw4qcalcio. Dall'istituzione delle competizioni UEFA, a livello dei club e nazionali nella stagione 1955-56 i controlli antidoping erano effettuati, se la confederazione lo riteneva necessario, solo nelle finali.cite-ref-uefa-16-0[16] Dalla stagione 1987-88 tali controlli divennero obbligatori e sistematici in ogni fase delle competizioni e si svolgevano senza preavviso.cite-ref-uefa-16-1[16]

Il primo caso giudiziario in mw6wItalia risale al 1962, anno in cui vennero squalificati numerosi giocatori di mw7aSerie A e mw7qB. Uno di questi, mw7gFranco Zaglio, affermò molti anni dopo che il doping era comune fra le squadre calcistiche fin dagli anni 1950.cite-ref-17[17] Due anni dopo uno scandalo analogo colpì il mw8wBologna, il quale venne assolto in seconda instanza dalla giustizia sportiva.cite-ref-18[18] Nel 1998 l'allenatore mw-aZdeněk Zeman accusò lo staff di preparazione atletica della mw-qJuventus di avere messo in pratica presunti metodi dopanti,cite-ref-19[19] mentre l'allora difensore della mw-gLazio mw-wPaolo Negro rivoltò le accuse contro lo stesso boemo, sostenendo che Zeman aveva somministrato ai calciatori biancocelesti mwaqacreatina – sostanza definita illegale dal mwaqeCONI – nel periodo in cui sedeva sulla loro panchina.cite-ref-20[20]cite-ref-21[21] Nel 2000 mwaqoCarlo Petrini denunciò pratiche dopanti all'interno di mwaqsGenoa, mwaqwRoma e mwaq0Milan – tre delle squadre in cui militò nel corso della carriera agonistica – dagli anni 1960, oltre a lanciare sospetti sui calciatori malati di mwaq4sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e diversi tipi di mwaq8cancro, ipotizzando che queste patologie potessero essere state determinate dalla somministrazione sistematica di farmaci e diverse sostanze illecite.cite-ref-22[22] Nel 2004 mwarqFerruccio Mazzola accusò di doping mwaruInter, Roma, mwaryFiorentina e Lazio per il ventennio 1960-1970.cite-ref-23[23] Le denunce di Zeman, Negro, Petrini e Mazzola non sono però mai state supportate da prove o sono decadute.cite-ref-24[24]cite-ref-25[25]

Regolamentazione

Il mwassComitato Olimpico Internazionale (CIO) stila un elenco di farmaci proibiti, che viene costantemente aggiornato. I regolamenti sportivi vietano il doping, specificando con precisione i tipi e le dosi dei farmaci consentiti, e mettono per iscritto l'obbligo per gli atleti di sottoporsi ai mwaswcontrolli antidoping che si effettuano mediante l'analisi delle urine e in alcuni casi del sangue (controlli incrociati). Gli atleti che risultano mwas0positivi alle analisi (negli ultimi anni si preferisce l'espressione mwas4non negativi) vengono squalificati per un periodo più o meno lungo; nei casi di recidiva si può arrivare alla squalifica a vita.

Nel mwata1999 il CIO ha istituito un'apposita agenzia, l'mwateAgenzia mondiale antidoping (WADA) con sede a Losanna, che si occupa della lotta al doping.

Nel mwatm2007 oltre 600 federazioni sportive internazionali hanno adottato il mwatqCodice mondiale antidoping WADA.

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo con la decisione della sezione V, 18 gennaio 2018 n. 48151/11 e n. 77769/13 è stata chiamata a pronunciarsi in materia di doping, stabilendo che i cosiddetti mwatywhereabout (informazioni fornite dagli atleti circa la propria reperibilità) ed i test a sorpresa non violano il “diritto al rispetto della vita privata e familiare” di cui all'art. 8 CEDU.cite-ref-26[26]

In Italia

Negli ultimi anni in mwat0Italia e altri paesi il doping è diventato un mwat4reato. Il reato di frode sportiva è stato introdotto con l'articolo 1 della legge n. 401 del 13 dicembre 1989, in seguito agli scandali del calcioscommesse accaduti mwat8nel 1980 e mwauanel 1986,cite-ref-27[27] in modo da superare le difficoltà applicative del più generale delitto di mwauutruffa (art. 640 codice penale). Questo provvedimento, però, sembrava riferito soprattutto ai reati riguardanti il "calcio scommesse"; in questo senso si era pronunciata anche la Corte suprema di cassazione. Per risolvere la controversia e anche per la crescente sensibilità sociale verso il doping, il parlamento italiano emanò una legge specifica nel 2000.cite-ref-legge-n-376-2000-28-0[28]

È infatti del 14 dicembre 2000 la legge n. 376 "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping",cite-ref-legge-n-376-2000-28-1[28] che consente un'individuazione precisa del fenomeno doping e permette di colpire più efficacemente una pratica che in precedenza era sanzionabile solo sul piano sportivo. La definizione di doping è data dall'art. 1 comma 2 che recita:

«Costituiscono doping la somministrazione o l'assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.

»

Con l'articolo 3 la legge istituisce presso il Ministero della salute la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive,cite-ref-30[30] stabilisce nell'articolo 4 che il controllo sanitario sulle competizioni e sulle attività sportive individuate dalla Commissione è svolto da laboratori accreditati e pagati dal CIO, ma sottoposti alla vigilanza dell'Istituto superiore di sanità.cite-ref-31[31] Con l'articolo 7 la legge stabilisce che le confezioni di tutti i farmaci in commercio, ma inseriti nella lista di quelli con effetto dopante, devono recare un apposito contrassegno di "doping" e nel foglio illustrativo la sezione "Precauzioni per coloro che praticano attività sportiva".cite-ref-32[32] Dal punto di vista penale la legge n. 376/2000 commina la reclusione da tre mesi a tre anni e una sanzione pecuniaria sia a chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce l'utilizzo di sostanze dopanti sia a chi adotta o si sottopone alle pratiche mediche al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti (articolo 9).cite-ref-legge-n-376-2000b-33-0[33] Viene punito anche chi commercia i farmaci o le sostanze con effetto dopante attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico. La pena è aumentata se dall'uso deriva un danno per la salute in caso di soggetti minorenni, se il fatto è commesso da un componente o da un dipendente del CONI o di una federazione sportiva nazionale, di una società, di un'associazione o di un ente riconosciuti dal CONI (articolo 9).cite-ref-legge-n-376-2000b-33-1[33]

Non è considerato doping ed è permesso l'mwawouso terapeutico di alcune delle sostanze comprese nella lista di quelle dopanti per la cura di patologie di cui un atleta può essere affetto. L'articolo 1 della stessa legge recita:

«In presenza di condizioni patologiche dell'atleta documentate e certificate dal medico, all'atleta stesso può essere prescritto specifico trattamento purché sia attuato secondo le modalità indicate nel relativo e specifico decreto di registrazione europea o nazionale ed i dosaggi previsti dalle specifiche esigenze terapeutiche. In tale caso, l'atleta ha l'obbligo di tenere a disposizione delle autorità competenti la relativa documentazione e può partecipare a competizioni sportive, nel rispetto di regolamenti sportivi, purché ciò non metta in pericolo la sua integrità psicofisica.

»

Disposizioni analoghe per l'uso terapeutico dei farmaci negli sportivi sono stabilite anche dalla mwaxeWorld Anti-Doping Agency.

Il 23 ottobre 2007 viene approvata l'introduzione del mwaxmpassaporto biologico, un documento che registra il profilo personale (valori del sangue e delle urine) di ciascun mwaxqciclista, con lo scopo di evitare i falsi positivi ai controlli in laboratorio anti-doping; in questo modo possono essere confrontati i dati biologici di ciascun atleta nel corso del tempo.cite-ref-34[34]

Nel 2015 in Italia è stata costituita l'Organizzazione nazionale antidoping (mwaxoNADO Italia).

Lista sostanze e metodi proibiti

Oltre alla sostanza, è necessario considerare anche le dosi somministrate, che di solito superano di molto le dosi utilizzate in terapia medica per le stesse sostanze.

La lista delle sostanze proibite per il 2015 è stata resa pubblica il 20 settembre 2014 dal mwax8World Anti-doping Agency.cite-ref-35[35]

Sostanze e metodi proibiti sempre (durante e fuori delle competizioni):

Sostanze proibite:

mwaykmwayoSostanze non approvate: farmaci di uso veterinario, farmaci non approvati dalle Agenzie regolatorie mwaysFarmaci anabolizzanti: mwaywsteroidi mway0androgeni:

mwazamwazemwazimwazm1) esogeni (come il mwazqdanazolo): 1-androstenediol; 1-androstenedione; bolandione; bolasterone; boldenone; boldione; calusterone; clostebol; danazol; dehydrochlormethyltestosterone; desoxymethyltestosterone; drostanolone; ethylestrenol; fluoxymesterone; mwazuformebolone; furazabol; gestrinone; 4-hydroxytestosterone; mestanolone; mesterolone; metandienone; metenolone; methandriol; methasterone; methyldienolone; methyl-1-testosterone; methylnortestosterone; methyltestosterone; mwazymetribolone; mibolerone; nandrolone; norboletone; norclostebol; norethandrolone; oxabolone; oxandrolone; oxymesterone; oxymetholone; prostanozol; quinbolone; stanozolol; stenbolone; 1-testosterone; tetrahydrogestrinone; trenbolone ed altri.

mwazkmwazomwazsmwazw2) endogeni (come il mwaz0testosterone e i suoi metaboliti): androstenediol; androstenedione; dihydrotestosterone; prasterone (dehydroepiandrosterone, DHEA); testosterone e suoi metaboliti e isomeri; 4-androstenediol; 5-androstenedione; androsterone; epi-dihydrotestosterone; epitestosterone; etiocholanolone; 19-norandrosterone; 19-noretiocholanolone.

mwaaamwaaemwaaimwaam3) altri agenti anabolici: clenbuterol, modulatori selettivi del recettore degli androgeni come andarine and ostarine, tibolone, zeranol e zilpaterol.

mwaaymwaacOrmoni peptidici, fattori di crescita e sostanze correlate: mwaagmwaakmwaaomwaas1) agonisti dei recettori dell'mwaaweritropoietina e altri agenti che stimolano l'mwaa0eritropoiesi, detti "agonisti non-eritropoietinici dei recettori dell'eritropoietina", mwaa42) fattori indotti dall'ipossia (mwaa8Hypoxia inducible factor stabilization and activators, come l'mwabaargon),cite-ref-pmid23627939-36-0[36] mwabu3) mwabyGonadotropina corionica (hCG) e mwabcormone luteinizzante (LH) e altri fattori di rilascio nell'uomo mwabg4) mwabkcorticotropina (ACTH) e suoi fattori di rilascio mwabo5) mwabsormone della crescita (GH e mwabwIGF-1) e fattori di rilascio mwab0mwab4mwab8Beta2 agonisti (farmaci inalatori come il mwacasalbutamolo possono essere usati entro determinati limiti) mwaceOrmoni e modulatori metabolici: mwacimwacmmwacqmwacu1) inibitori dell'mwacyaromatasi (come l'mwaccanastrozolo), mwacg2) modulatori selettivi dei recettori degli mwackestrogeni (come il mwacotamoxifene), mwacs3) altre sostanze anti-estrogeni come il mwacwclomifene, mwac04) farmaci che modificano la funzione della mwac4miostatina, mwac85) modulatori del metabolismo come l'mwadainsulina mwademwadiDiuretici e agenti mascheranti (gli agenti mascheranti includono farmaci come il mwadmprobenecid)

Metodi proibiti: mwadymwadcmwadgDoping del sangue mwadkManipolazioni del sangue e dei suoi componenti (includono le mwadoautotrasfusioni, cioè le ritrasfusioni di sangue dello stesso atleta) mwadsManipolazioni fisiche e chimiche (includono manomissioni dei campioni) mwadwDoping genetico (incluse cellule normali e geneticamente modificate)

Sostanze proibite durante le competizioni:

mwaeamwaeeStimolanti come mwaeianfetamine e mwaempseudoefedrina mwaeqmwaeunarcotici come mwaeymetadone mwaecmwaegCannabinoidi mwaekmwaeoGlucocorticoidi

Sostanze proibite in sport particolari:

mwae4mwae8mwafaAlcool (proibito in sport aerei, tiro con l'arco, sport a motore, motociclismo, motonautica) mwafemwafiBeta-bloccanti (proibiti in tiro con l'arco, sport a motore, biliardo, freccette, golf, tiro, alcuni eventi di sci e snowboard, alcuni eventi acquatici)

Caffeina e nicotina sono incluse nel programma di monitoraggio del 2015, ma non sono considerate sostanze proibite.

Note

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Collegamenti esterni

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